La Retina d’Oro 25 anni di vita
Riportiamo un contributo del nostro Presidente Mauro Rufini pubblicato lo scorso 25 novembre nella newsletter dell’Ufficio CEI dello sport
La Retina d’Oro non è solo un premio destinato alle eccellenze del basket e dello sport ma qualcosa di più. Già nota ai lettori di questa newsletter, alcuni articoli nel passato ne hanno raccontato la storia e le finalità, la grande comunanza con il Magistero della Chiesa sui valori dello sport che presiedono l’assegnazione di questo riconoscimento, gli straordinari incontri con Papa Francesco e il Card. Zuppi, i premi assegnati nel corso degli anni, come segno tangibile della presenza e del lavoro della Chiesa, all’Ufficio CEI dello sport, alla sezione Chiesa e Sport del Dicastero per la Famiglia e i Laici, alla Fondazione Pontificia Scholas Occurrentes.
Il Magistero della Chiesa sullo sport non è solo un orizzonte a cui guardare ed ispirarsi bensì la base concreta per collaborazioni, programmi, iniziative ed opere per la diffusione e la realizzazione concreta nella società dei veri valori dello sport. Il valore sociale dello sport rappresenta un bene per tutti e il bene comune nasce dal costruire qualcosa insieme ad altri.
L’anno che sta per concludersi è per noi il 25° anno di vita. Un arco di tempo utile per fare un bilancio dell’attività svolta e programmare quella futura. Venticinque anni non sono pochi: sono un traguardo importante e anche una responsabilità. L’esperienza della Retina d’Oro ci ha ancor più insegnato che lo sport è uno straordinario fattore educativo, è comunità, bellezza, speranza, ascesi e utilità. E in questo senso le celebrazioni per questa ricorrenza hanno avuto per coloro che hanno iniziato e portato avanti questa opera, per chi abbiamo incontrato, un significato nuovo e più profondo.
Cosa e come possiamo fare quindi dopo questo tempo? Il primo bilancio e contributo è la coscienza sempre più viva del valore educativo, pubblico e sociale dello sport. Educare attraverso lo sport.
Essere utili nel sociale vuol dire certamente continuare a promuovere, valorizzare e sostenere progetti di crescita, di solidarietà ed inclusione attraverso la pallacanestro e lo sport. Non bastano le opinioni e i buoni propositi, le proposte nascono dall’esperienza comune e occorre rischiare qualcosa di più.
Roma così è diventata in questo autunno la sede di due eventi che non hanno solo celebrato questa speciale ricorrenza ma hanno bensì ripreso ed aperto nuove prospettive. Il primo al Coni dove abbiamo ripercorso il cammino di questo primo quarto di secolo ed abbiamo ragionato con le realtà da noi coinvolte in questi anni su come rendere stabile e duratura la cultura dell’incontro, l’impatto del lavoro già svolto perché le sfide non si superano da soli ma costituendoci in un “noi” che abita la stessa casa come ci ricordava spesso Papa Francesco.
Il secondo al Centro Studi Americani più specifico sul basket dove, all’interno del programma della IVª Edizione del Festival della Cultura abbiamo portato la nostra esperienza e ragionato – con le eccellenze e i protagonisti del ponte sportivo Italia USA – come in un contesto globalizzato come quello della NBA, lo sport, in questo caso il basket, e l’America, punto di riferimento obbligato per chi pratica ed ama la pallacanestro, dentro eventi di portata mondiale come il campionato e la realtà NBA, un mondiale, una Olimpiade, cosa lo sport rappresenti, cosa può costruire, quali valori trasmettere ed accendere?
Lo sport come paradigma, una metafora della vita uno strumento di crescita sociale ed educativa. Questa sfida c’è stata, affascina ed è una sfida che continua…
Mauro Rufini – CdO Sport e Presidente del Premio Retina d’Oro