Lo Sporting Club Karalis – Storia di Sport, Amicizia, Integrazione
Ci sono libri sul basket che fanno bene a chi li legge, non sono necessariamente il racconto di storie individuali o collettive coronate da grandi successi nazionali o anche più, bensì i racconti e le vicende umane che si sono sviluppate su campi di periferia e nei parquet, storie che hanno esaltato e manifestato meglio di tante parole i valori postivi umani e sociali dello sport e della pallacanestro in questo caso.
Il libro “Lo Sporting Club Karalis – Storia di Sport, Amicizia, Integrazione”, scritto da Fabrizio Carta (noto come “Zampa”) e Andrea Pùtzulu, è un racconto che riporta a galla un pezzo di storia sociale e sportiva di Cagliari, una città che ha un amore profondo ed una grande tradizione per il basket. Basti pensare all’Olimpia più nota come Brill Cagliari che negli anni 70 disputò diverse stagioni nella massima serie.
Questo libro racconta di una realtà di quegli anni, lo Sporting Club Karalis, nata nel 1966 e attiva fino al 1980. Non era solo una semplice squadra di basket bensì un vero e proprio centro giovanile con una sede di gioco in un cortile asfaltato e in discesa di una scuola elementare “Alberto Riva” dove alcune centinaia di ragazzi e ragazze hanno trovato un vero punto di riferimento.
Il testo ripercorre circa tre lustri di canestri, sfide e crescita collettiva impreziosita da foto, ricordi e aneddoti di quel periodo per far rivivere a chi legge la storia della “Generazione SCK”.
Lo sport come amicizia, integrazione, come riscatto: il basket strumento per unire i giovani nel secondo dopoguerra, il senso di famiglia: una comunità dove le differenze sociali si annullavano uniti da una maglia e da una palla che rimbalzava; Il valore della memoria: un valore troppo spesso dimenticato e sottovalutato.
Il libro restituisce dignità e voce alle storie di chi ha vissuto quel periodo magico, per questo “Lo Sporting Club Karalis” è un testo prezioso da consigliare e leggere non solo per gli amanti del basket cagliaritano, ma anche per chi crede che lo sport possa costruire una comunità, identità e senso di appartenenza.
Mauro Rufini – Fondatore e Presidente “Retina d’Oro”